Autoscoperta e comprensione creatrice

L’essere e il sapere devono equilibrarsi mutuamente al fine di stabilire nella nostra psiche la fiamma della comprensione.

Quando il sapere è superiore all’Essere, ciò provoca confusione intellettuale di ogni genere.

Se l’Essere è superiore al sapere possono verificarsi casi particolarmente gravi come quello del santo stupido.

Nell’ambito della vita pratica conviene auto-osservarci con il proposito di autoscoprirci.

La palestra psicologica in cui possiamo scoprire i nostri difetti è proprio la vita pratica.

Allerta percezione e allerta novità

comprensione creatrice

In stato di allerta-percezione, allerta-novità, potremo verificare direttamente che i difetti nascosti affiorano spontaneamente.

È chiaro che il difetto scoperto deve essere lavorato coscientemente, allo scopo di separarlo dalla nostra psiche.

Prima di tutto non dobbiamo identificarci con nessun io difetto se vogliamo davvero eliminarlo. Quando uno si identifica con questo o quell’io, in pratica, invece di disintegrarlo lo rafforza.

Ma, se invece di identificarci con quella entità noi la separiamo dalla nostra psiche considerandola come un demonio intruso, ovviamente nascerà nel nostro intimo la comprensione creatrice.

In seguito potremo permetterci il lusso di giudicare analiticamente tale aggregato, per diventarne pienamente coscienti.

La dottrina dei molti io

aggregati psichici

Se la gente conoscesse la dottrina dei molti, se capisse davvero che non le appartiene neppure la propria vita, allora non commetterebbe l’errore di identificarsi.

Sul terreno della vita pratica, quando ci troviamo in costante auto-osservazione psicologica, scene di ira, fatti di gelosia, ecc., sono utilissimi.

Allora ci rendiamo conto che né i nostri pensieri, né i nostri desideri, né le nostre azioni ci appartengono.

È deplorevole non essere padroni di noi stessi, lasciare che le diverse entità psicologiche facciano di noi ciò che vogliono.

Samael Aun Weor

Purtroppo non sospettiamo neanche lontanamente quello che ci accade e agiamo come sciocche marionette controllate da fili invisibili.

L’aspetto peggiore di tutto questo è che, invece di lottare per renderci indipendenti da tutti questi piccoli tiranni segreti, commettiamo l’errore di rinvigorirli e questo succede quando ci identifichiamo.

Qualsiasi scenata per strada, qualsiasi dramma familiare, qualsiasi stupido litigio fra coniugi è indubbiamente dovuto a questo o a quell’io e questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

La vita pratica

vita pratica

La vita pratica è lo specchio psicologico in cui possiamo vedere noi stessi, tali e quali siamo.

Ma prima di tutto dobbiamo comprendere la necessità di vedere noi stessi, la necessità di cambiare radicalmente; solo così avremo voglia di osservarci davvero.

Diciamo chiaramente che in alcune commedie, drammi e tragedie della vita pratica, intervengono diversi io che è necessario comprendere.

In qualsiasi scena di gelosia passionale entrano in gioco io di lussuria, ira, amor proprio, gelosia, ecc.; in seguito ciascuno di essi dovrà essere giudicato separatamente in modo analitico, con lo scopo di comprenderlo integralmente, e infine disintegrarlo del tutto.

La comprensione risulta però molto elastica, dobbiamo perciò andare ogni volta più in profondità; quello che oggi abbiamo compreso in un modo, domani lo comprenderemo meglio.

L’autoscoperta

autoscoperta

Dopo aver visto le cose da questa angolazione, possiamo verificare quanto utili siano le diverse circostanze della vita se le utilizziamo davvero come specchio per l’autoscoperta.

Non stiamo assolutamente cercando di affermare che i drammi, le commedie e le tragedie della vita pratica risultino sempre belli e perfetti: un’affermazione del genere sarebbe assurda.

Tuttavia, le diverse situazioni dell’esistenza, per assurde che siano, sono meravigliose come palestra psicologica.

Il lavoro di dissoluzione dei diversi elementi che costituiscono il me stesso, è spaventosamente difficile.

La comprensione è fondamentale, ma nel lavoro di dissoluzione degli aggregati psichici non è tutto, come vedremo nel capitolo seguente.

È urgente, improrogabile, renderci coscienti di ogni io per separarlo dalla nostra psiche; ma questo non è tutto, occorre dell’altro (vedere capitolo 16).

Samael Aun Weor

brani estratti dal cap. 14 del libro

La Grande Ribellione

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