L’evoluzione e i registri akashici

I fanatici del materialismo credono di poter risolvere, con il loro ragionamento tridimensionale, tutti i problemi del cosmo e, la cosa peggiore, è che nemmeno conoscono sé stessi.

Il “dio materia” dei signori materialisti non regge ad un’analisi di fondo.

Finora i fanatici della dialettica marxista non hanno potuto dimostrare realmente l’esistenza della materia.

Materia ed energia

energia

Tutto il secolo precedente e parte del ventesimo secolo, è stato utilizzato dai fanatici materialisti per discutere l’ormai risaputo noioso tema della materia e dell’energia.

Si è parlato molto della forza e della materia, ma queste, nonostante tutte le speculazioni, continuano ad essere effettivamente le incognite X e Y. Allora cosa?

L’aspetto buffo del caso è che i seguaci reazionari del famoso materialismo dialettico, hanno sempre cercato di definire l’una con l’altra: è spaventosamente ridicolo definire lo sconosciuto per mezzo dello sconosciuto.

Chi ha avuto qualche volta sul palmo della sua mano un pezzo di materia senza alcuna forma? Chi ha conosciuto la materia libera da tale forma? Chi ha conosciuto qualche volta l’energia libera dal concetto di movimento? La materia in sé stessa, l’energia in se stessa chi le ha conosciute?

Nessuno ha visto la materia, nessuno ha visto l’energia. L’essere umano percepisce solo i fenomeni, le cose, le forme, le immagini e via dicendo, ma mai ha visto la sostanza delle cose.

La cosiddetta materia è veramente un concetto tanto astratto quanto la bellezza, la bontà, il coraggio o il lavoro.

La dialettica materialista

Nessun fanatico della dialettica materialista ha mai visto la sostanza delle cose in sé stessa, così com’è, la cosa in sé.

Non neghiamo che utilizzano ciò che loro chiamano dogmaticamente materia, anche l’asino utilizza il pascolo per il suo alimento senza conoscerlo in sé stesso e, ciò che è peggio, senza che gli interessi conoscerlo. Tuttavia questa non è scienza, non è sapienza, non è niente.

Se c’è qualcosa di spaventosamente ridicolo nella vita è il tanto decantato materialismo storico. Noi lo abbiamo studiato a fondo per ridere un po’.

La teoria di Darwin

La Teoria Darwiniana basata sul fatto che l’uomo viene dalla scimmia e sulla trasformazione delle specie con il Dogma dell’Evoluzione, vanno molto bene per un Molière e per i suoi personaggi.

levoluzione

Non neghiamo la trasformazione delle specie, ma è ridicolo supporre che questa trasformazione sia sempre di tipo evolutivo. Rifiutiamo ogni dogma.

È buffissimo il modo in cui i materialisti abusano della Legge delle Analogie Filosofiche: scelgono a caso alcune scimmie, fanno appello alle anatomie comparate e poi esclamano con quell’aria di autosufficienza che li caratterizza: “Eureka! L’uomo viene dalla scimmia”.

Darwin ha solo istituito il dogma che l’uomo viene dalla scimmia.

Questo problema agita permanentemente, ad intervalli più o meno lunghi, i sapienti del mondo. Si è discusso molto sull’origine della scimmia e sull’origine dell’uomo. Alcuni suppongono che l’uomo provenga dalla scimmia e altri credono che la scimmia discenda dall’uomo, la realtà è che nessuno sa chi discende da chi.

I Registri Akashici

registri akashici

In natura esiste l’Akasha. Tutti gli avvenimenti della Terra e delle sue razze sono rimasti registrati nell’Akasha.

Sviluppando il senso spaziale possiamo studiare i Registri Akashici. Noi ricerchiamo nei Registri Akashici.

I materialisti sono tanto fanatizzati con Darwin e con le sue teorie che ormai vogliono veramente mescolare le scimmie con gli uomini.

La trasformazione evolutiva delle specie, nel modo dogmatico di Darwin, è assurda. Il Dogma dell’Evoluzione non regge ad un’analisi di fondo. Esistono anche trasformazioni involutive.

Razionalismo e verità

Il razionalismo materialista è molto soggettivo, molto embrionario, non serve.

La mente può riconoscere solo ciò che conosce. La mente non conosce la verità.

La mente non può riconoscere la verità perché non la conosce.

La mente non può cercare la verità perché nessuno può cercare ciò che non conosce.

La verità non è il tempo. La verità è lo sconosciuto d’istante in istante.

Samael Aun Weor

Lo scontro di opinioni contrapposte permette di scoprire verità relative, ma non la verità assoluta come ha creduto l’idealista Marx.

Chi vuole sperimentare la verità deve dissolvere l’io. Solo in assenza dell’io possiamo sperimentare la verità.

Chi ottiene la quiete e il silenzio assoluto della mente può liberare l’Essenza dall’intelletto per sperimentare ciò che chiamiamo: verità.

Samael Aun Weor

brano estratto dal capitolo 44 del libro

Il Cristo Sociale

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