Le dieci regole della meditazione (seconda parte)

le dieci regole della meditazione seconda parte

Caro lettore, è giunto il momento di ponderare, di analizzare giudiziosamente queste dieci regole scientifiche della meditazione. 

A– II principio, base, fondamento vivo del samadhi (estasi), consiste in una previa conoscenza introspettiva di se stessi. Introiettarci è indispensabile durante la meditazione di fondo. Dobbiamo cominciare a conoscere profondamente lo stato d’animo in cui ci troviamo prima che appaia nell’intelletto qualsiasi forma mentale. É urgente comprendere che ciascun pensiero che sorge nell’intendimento è sempre preceduto da dolore o piacere, allegria o tristezza, gusto o disgusto.

BRiflessione serena. Esaminare, ponderare, ricercare l’origine, la causa, la ragione o il motivo fondamentale di ciascun pensiero, ricordo, immagine, affetto, desiderio e via dicendo, nella misura in cui vanno sorgendo nella mente. Nella pratica di questa regola esistono: autoscoperta e autorivelazione.

COsservazione serena. Porre attenzione piena ad ogni forma mentale che faccia la sua apparizione sullo schermo dell’intelletto.

D– Dobbiamo diventare spie della nostra mente, contemplarla in azione d’istante in istante.

E– Il chitta (la mente) si trasforma in vritti (onde vibratorie). Il mentale è come un lago tranquillo e profondo, vi cade una pietra e si alzano bolle dal fondo. Tutti i diversi pensieri sono ricci perturbatori sulla superficie dell’acqua. Che il lago della mente resti cristallino, senza onde, sereno, profondo durante la meditazione.

F– Le persone incostanti, volubili, discontinue, mutevoli, senza fermezza, senza volontà, non potrebbero mai raggiungere l’estasi, il satori, il samadhi.

G– È ovvio che la tecnica della meditazione scientifica si può praticare sia in modo individuale isolato che in gruppi di persone affini.

HL’anima deve liberarsi dal corpo, dagli affetti e dalla mente. È evidente, noto e palese che emancipandosi o liberandosi dall’intelletto, si libera radicalmente da tutto il resto.

I– È urgente, indispensabile, necessario, eliminare le percezioni sensoriali esterne durante la meditazione interiore profonda.

J– È indispensabile imparare a rilassare il corpo per la meditazione; nessun muscolo deve essere in tensione. È urgente procurarsi e graduare il sonno volontariamente.

È evidente, noto, indiscutibile che dalla saggia combinazione di sonno e di meditazione, risulta ciò che si chiama illuminazione.

Samael Aun Weor

brani estratti dal libro

Trattato esoterico di Magia Runica

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