L’AUTO-OSSERVAZIONE INTERIORE E L’IO PLURALIZZATO

auto-osservazione interiore

Quando insistiamo nell’assurda convinzione di essere “uno”, di possedere un io permanente, un serio lavoro su se stessi è assolutamente impossibile.

Chi invece accetta la dottrina dei molti io comprende, in base all’osservazione, che ogni desiderio, pensiero, azione, passione, ecc. corrisponde ad un certo io ben distinto, diverso.

Non è difficile comprendere, ed è invece molto chiaro, che quando qualcuno comincia ad osservarsi seriamente dal punto di vista di non essere “uno” ma “molti”, inizia davvero a lavorare su tutto ciò che ha dentro.

L’auto-osservazione interiore

Qualsiasi atleta dell’auto-osservazione interiore lavora dentro di sé con molta serietà, sforzandosi di separare dalla sua psiche i vari elementi indesiderabili che porta dentro.

Se cominciamo davvero e con molta sincerità ad osservarci interiormente, finiremo per dividerci in due: osservatore ed osservato.

samael aun weor

Se questa divisione non avvenisse, è evidente che non potremmo mai fare un passo avanti sulla meravigliosa via dell’autoconoscenza.

Come potremmo osservare noi stessi, se commettessimo l’errore di non volerci dividere in osservatore e osservato?

Se tale divisione non avvenisse, è ovvio che non faremmo mai alcun passo avanti nel cammino dell’autoconoscenza.

L’io pluralizzato

l'io pluralizzato

Indubbiamente quando questa divisione non avviene, continuiamo a rimanere identificati con tutti i processi dell’io pluralizzato.

Chi s’identifica con i vari processi dell’io pluralizzato è sempre vittima delle circostanze.

Come può modificare le circostanze chi non conosce se stesso? Come può conoscere se stesso chi non si è mai osservato internamente? In che modo qualcuno può auto-osservarsi se prima non si divide in osservatore e osservato?

Chi crede che tutti i suoi processi psicologici siano funzionalismi di un unico io individuale e permanente è così identificato con tutti i suoi errori, li tiene così stretti a sé, che ha perso la capacità di separarli dalla propria psiche.

Samael Aun Weor

Brani estratti dal capitolo 13 del libro

Trattato Esoterico di Psicologia Rivoluzionaria

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