L’io psicologico e i 7 demoni

La questione del me stesso, quello che sono, quella parte che pensa, sente e agisce, è una cosa che dobbiamo autoesplorare e conoscere profondamente.

Ci sono ovunque teorie molto belle che attraggono e affascinano, ma se non conosciamo noi stessi, tutto questo non serve a niente.

sette demoni

È affascinante studiare astronomia o distrarsi un po’ leggendo libri seri, ma è ironico diventare eruditi e non sapere nulla di se stessi, dell’io sono, della personalità umana che abbiamo.

Ognuno è libero di pensare quello che vuole, ma la ragione soggettiva dell’animale intellettuale a torto detto uomo è capace di tutto: può fare di una pulce un cavallo con la stessa facilità con cui fa di un cavallo una pulce.

Essere eruditi non significa essere saggi.

I dotti ignoranti

lavagna

I dotti ignoranti abbondano come la gramigna e non solo non sanno, ma non sanno neppure di non sapere.

Per dotti ignoranti si intendono i sapientoni che credono di sapere e non conoscono nemmeno se stessi.

Non si tratta di vederci attraverso una qualche teoria e neanche si tratta di una sciocca speculazione intellettuale.

Vederci direttamente per come siamo, questo è interessante; solo così potremo arrivare alla vera conoscenza di noi stessi.

Noi supponiamo di avere alcune qualità che in realtà non abbiamo, mentre di fatto ignoriamo molte virtù che possediamo.

Sfortunatamente pensiamo di noi stessi le cose migliori e neppure sospettiamo di essere addormentati.

Le Sacre Scritture insistono sulla necessità di svegliarsi, ma non spiegano il sistema per ottenere questo risveglio.

Tutti credono di conoscere se stessi e non sospettano nemmeno lontanamente che esiste la dottrina dei molti.

La dottrina dei molti io

io psicologico

In realtà l’io psicologico di ognuno è molteplice e si esprime sempre come molti.

Negare la dottrina dei molti equivale a prendersi in giro, visto che ignorare le contraddizioni intime che ciascuno di noi ha, sarebbe praticamente il colmo dei colmi.

Se potessimo vederci così come siamo in uno specchio a figura intera, scopriremmo direttamente la dottrina dei molti.

La personalità umana è soltanto una marionetta controllata da fili invisibili.

L’io che oggi giura amore eterno alla Gnosi, più tardi, viene rimpiazzato da un altro io che non ha niente a che vedere con il giuramento: allora l’individuo si tira indietro.

L’io che oggi giura amore eterno a una donna, più tardi, viene rimpiazzato da un altro che non vuole avere niente a che vedere con quel giuramento; allora il soggetto si innamora di un’altra e il castello di carte crolla.

Tra i molteplici io non esiste ordine né accordo; tutti bisticciano tra loro e si disputano la supremazia.

Quando qualcuno di loro ottiene il controllo dei più importanti centri della macchina organica, si sente l’unico, il padrone ma alla fine viene spodestato.

È evidente che tutto quello che la macchina dice o fa in un dato momento dipende esclusivamente dall’io che la sta controllando.

I 7 peccati capitali

Maria Maddalena

Dicono che Gesù di Nazareth tolse dal corpo di Maria Maddalena sette demoni, sette io, viva personificazione dei sette peccati capitali.

È ovvio che ciascuno di questi sette demoni è a capo di una legione; ecco perché possiamo affermare come conseguenza che il Cristo Intimo poté espellere migliaia di io dal corpo della Maddalena.

Riflettendo su tutte queste cose possiamo concludere che l’unico aspetto degno che abbiamo in noi è l’Essenza; sfortunatamente questa si trova intrappolata in tutti quei molteplici io che la psicologia rivoluzionaria ci mostra.

È un peccato che l’Essenza agisca e si muova sempre nei limiti del proprio imbottigliamento.

Indubbiamente l’Essenza o coscienza –che è lo stesso–dorme profondamente.

Samael Aun Weor

brani estratti dal cap.10 del libro

La Grande Ribellione

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