Il Centro Permanente di Coscienza

Il caro ego non ha individualità alcuna, è una somma di fattori di discordia, una somma di piccoli io (legione di diavoli).

Il corpo del “bipede tricerebrato” è una macchina meravigliosa che l’io danneggia miserevolmente.

Ogni piccolo io di quelli che costituiscono la legione denominata ego, ha realmente il proprio criterio personale, i suoi progetti, le proprie idee.

L’individualità nell’uomo

L’uomo non ha alcuna individualità, non ha un centro permanente di Coscienza e ognuno dei suoi pensieri, sentimenti e azioni, dipende dal flagello dell’io che in un determinato istante controlla i centri capitali della macchina umana.

Realmente, l’essere umano non può avere una continuità di propositi perché non ha un centro permanente di Coscienza. Non è un individuo: l’io è una somma di molti piccoli io.

L’io continua dopo la morte

la morte

Molti sono coloro che aspettano la beatitudine eterna con la morte del corpo fisico, ma la morte del corpo fisico non risolve il problema dell’io.

Dopo la morte, l’io pluralizzato continua avvolto nel suo corpo lunare molecolare. Il “bipede umano” finisce, ma continua “l’io legione” avvolto nel suo corpo molecolare.

Più tardi l’ego si perpetua nei nostri discendenti, ritorna per soddisfare i desideri e continuare la stessa tragedia.

È giunta l’ora di comprendere la necessità di produrre dentro di noi un cambiamento radicale definitivo, al fine di istituire un centro di gravità permanente, un centro di Coscienza stabile.

Solo così ci individualizziamo, solo così smettiamo d’essere “legione”, solo così ci trasformiamo in individui coscienti.

L’uomo attuale è simile ad una barca piena di molti passeggeri, ogni passeggero ha i propri piani e progetti. L’uomo attuale non ha una sola mente, ha molte menti: ogni io ha la sua mente.

Buddhata, il principio interiore

Il Centro Permanente di Coscienza 3

Fortunatamente dentro al “bipede umano” esiste qualcosa di più, esiste la Buddhata, il principio buddhico interiore, l’Essenza.

Riflettendo seriamente sul suddetto principio buddhico, possiamo concludere che questo è il materiale psichico con cui possiamo dare forma alla nostra anima.

Non è esagerato affermare che con questo principio buddhico intimo possiamo creare l’anima.

samael aun weor

Risvegliando la Buddhata creiamo l’anima. Risvegliare la Buddhata è risvegliare la Coscienza.

Risvegliare la Coscienza equivale a creare dentro di noi un centro permanente di Coscienza. Solo chi risveglia la Coscienza si trasforma in individuo, ma l’individuo non è il finale, più tardi dobbiamo arrivare alla sovra-individualità.

Abbiamo bisogno di degoistizzarci per individualizzarci, abbiamo bisogno di dissolvere l’io per avere un centro permanente di Coscienza.

L’io pluralizzato spreca turpemente il materiale psichico in esplosioni atomiche d’ira, cupidigia, lussuria, invidia, orgoglio, pigrizia, gola e via dicendo.

Morto l’io, il materiale psichico si accumula dentro di noi trasformandosi in un centro permanente di Coscienza.

Oggi come oggi l’essere umano, o per meglio dire il “bipede” che si auto-qualifica essere umano, è realmente una macchina controllata dalla legione dell’io.

Abbiamo bisogno di trasformarci in individui e questo è possibile solo creando un centro permanente di Coscienza.

La dissoluzione dell’io pluralizzato

coscienza

Abbiamo bisogno di creare il centro di Coscienza permanente e questo è possibile solo dissolvendo l’io pluralizzato.

Tutte le intime contraddizioni dell’essere umano sarebbero sufficienti per far diventare matto chiunque potesse vederle in uno specchio. La fonte di tali contraddizioni è la pluralità dell’io, l’io è molti.

Chi vuole dissolvere l’io deve cominciare a conoscere le sue intime contraddizioni. Disgraziatamente alla gente piace ingannare sé stessa per non vedere le proprie contraddizioni.

Chi vuole dissolvere l’io deve incominciare col non essere bugiardo, tutte le persone sono bugiarde con se stesse, tutti mentono a se stessi.

Le intime contraddizioni

Il Centro Permanente di Coscienza 4

Se vogliamo conoscere la pluralità dell’io e le nostre perenni contraddizioni, non dobbiamo autoingannarci.

È necessario conoscere le nostre eterne contraddizioni per scoprire la pluralità dell’io e dissolverlo.

Chiunque scopra le proprie intime contraddizioni sente vergogna di sé stesso con giusta motivazione.

Scoprire le nostre stesse contraddizioni intime è già un successo, perché il nostro giudizio interiore si libera spontaneamente. Ogni uomo sottomesso al giudizio interiore si trasforma, di fatto e per diritto proprio, in un buon cittadino, in un buon fratello, in un buon padre e via dicendo.

L’uomo che è guidato dalla voce della Coscienza cammina vittorioso sulla retta via.

Per conoscere le nostre intime contraddizioni è necessario auto-scoprirci.

samael aun weor

Chi si auto-scopre può lavorare con successo nella dissoluzione dell’io pluralizzato.

Le tremende contraddizioni che portiamo dentro ci amareggiano dolorosamente la vita.

È necessario farla finita con l’io pluralizzato, solo così possiamo farla finita con l’origine segreta di tutte le nostre contraddizioni e amarezze.

Chi ha già dissolto l’io possiede, di fatto, un centro permanente di Coscienza.

Samael Aun Weor

Brano selezionato dal capitolo 41 del libro

Il Cristo sociale

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