L’idea di libertà e la schiavitù psicologica

L'Idea di Libertà e la Schiavitù Psicologica 3

La parola libertà è affascinante, piace a tutti. Tuttavia non se ne ha una vera comprensione; c’è confusione in merito a questa parola.

In merito a questa parola ognuno ha idee diverse; opinioni della gente tutte quante soggettive e prive di ogni realtà oggettiva.

Il senso della libertà è qualcosa che non è stato ancora compreso dall’umanità.

Sono certo che neppure Immanuel Kant, l’autore della Critica della Ragion Pura e della Critica della Ragion Pratica, ha mai analizzato questa parola per darle l’esatto significato.

Libertà… bella parola, bel termine!

Quanti crimini sono stati commessi in suo nome!

Samael Aun Weor

Quante bandiere, quanto sangue, quanti eroi si sono susseguiti nel corso della storia, ogni volta che sul tappeto della vita è stata tirata in ballo la questione “libertà”.

La schiavitù interiore

Per disgrazia, dopo ogni indipendenza ottenuta a così elevato prezzo, la schiavitù continua dentro ogni persona.

schiavitù

L’adolescente anela alla libertà; ma sembra incredibile che spesso, pur avendo pane, vestito e un tetto, voglia fuggire dalla casa paterna alla ricerca della libertà.

È assurdo che il giovanotto che possiede di tutto a casa, affascinato dalla parola libertà, voglia evadere, fuggire, allontanarsi dalla sua dimora.

Che lo sventurato, il paria della vita, il mendicante, voglia allontanarsi dalla sua baracca, dalla sua capanna, con il proposito di ottenere un miglioramento è corretto; ma che il ragazzo benestante, il cocco di mamma, voglia evadere, fuggire, è incongruente e persino assurdo, ma è così.

La parola libertà affascina, strega, anche se nessuno la sa definire in modo preciso.

Samael Aun Weor

L’impiegato, stanco di tanti regolamenti, vorrebbe essere libero e, anche se riesce a rendersi indipendente, si ritrova con il problema di continuare ad essere schiavo dei propri interessi e preoccupazioni.

Coscienza imbottigliata

Ogni volta che si lotta per la libertà, ci si ritrova poi delusi, nonostante le vittorie.

Tanto sangue è stato versato inutilmente in nome della libertà e tuttavia continuiamo ad essere schiavi di noi stessi e degli altri.

La libertà è qualcosa che bisogna ottenere dentro di sé; nessuno può ottenerla fuori di sé.

Nessuno potrà sperimentare realmente la libertà finché la sua coscienza resterà imbottigliata nel se stesso, nel me stesso.

Il me stesso e i difetti psicologici

Ricchi e poveri, credenti e miscredenti, tutti sono di fatto prigionieri anche se si considerano liberi.

Non potremo mai spezzare le catene della schiavitù senza aver prima compreso l’intera questione del “mio”, tutto ciò che riguarda l’io, il me stesso.

In che cosa consiste la schiavitù? Cos’è che ci rende schiavi? Quali sono questi ostacoli? Questo è ciò che abbiamo bisogno di scoprire.

Finché la coscienza, l’essenza, quanto di più degno e decente abbiamo dentro di noi, resterà imbottigliata nel se stesso, nel me stesso, nell’io stesso, nei miei appetiti e timori, nei miei desideri e passioni, nelle mie preoccupazioni e violenze, nei miei difetti psicologici, di fatto si resterà in prigione.

Il senso di libertà potrà essere compreso integralmente solo quando annienteremo le catene del nostro carcere psicologico.

Annichilimento buddista

annichilimento buddhista

Evadere dal carcere è possibile soltanto con l’annichilimento buddista, dissolvendo l’io, riducendolo in cenere, in polvere cosmica.

La coscienza libera, carente di io, in assoluta assenza del me stesso, senza desideri, passioni, appetiti né timori, sperimenta in modo diretto la vera libertà.

La libertà è qualcosa che dobbiamo sperimentare in modo diretto; questo è possibile solo morendo psicologicamente, dissolvendo l’io, facendola finita per sempre con il me stesso.

Non servirebbe a niente continuare a sognare la libertà se in ogni modo continuiamo ad essere schiavi.

Autoconoscendoci, vedendo quello che siamo interiormente, scopriremo la porta dell’autentica libertà.

 Samael Aun Weor

brani estratti dal cap. 4 del libro

La Grande Ribellione

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